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📰 Newsletter GioIA · 08/08/2026

Studi e lavori? Fino a 150 ore di permessi retribuiti l'anno

Se sei un lavoratore-studente, la legge ti riconosce permessi retribuiti per studiare: sono i cosiddetti permessi delle 150 ore per il diritto allo studio. Da dove nascono. Il principio è nell'articolo 10 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970): chi frequenta corsi di studio ha diritto a orari che agevolino la frequenza e a permessi retribuiti per sostenere gli esami. La misura concreta è demandata al contratto collettivo. Quanto spetta. La gran parte dei CCNL prevede un tetto di 150 ore in un triennio (in media circa 50 ore l'anno), retribuite, da usare per la frequenza dei corsi. Di solito il monte è riservato a una quota del personale (indicativamente il 3% dei dipendenti a tempo indeterminato), per non far coincidere troppe assenze. Oltre a queste ore, in genere spettano permessi retribuiti anche per le giornate d'esame. Quali corsi. Valgono per corsi in scuole statali o legalmente riconosciute, dalle superiori all'università, fino a percorsi di qualifica professionale: i dettagli su titoli ammessi e documentazione sono nel tuo CCNL. In busta paga queste ore vanno esposte come permesso retribuito, senza taglio della retribuzione. GioIA controlla il tuo cedolino e ti segnala se i permessi di studio risultano decurtati o gestiti come assenze non pagate.

Riferimento: Art. 10 L. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori); disciplina CCNL applicato

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