Dove compare in busta paga
Tra le voci retributive, con diciture come "malattia INPS", "ind. malattia c/INPS", "integrazione malattia c/ditta" e "carenza". Di solito sono indicati i giorni per ciascuna voce.
Come si calcola
I primi 3 giorni sono di carenza: l'INPS non paga, e il trattamento dipende dal CCNL. Per gli operai e altre categorie coperte dall'INPS, l'indennità è il 50% della retribuzione media giornaliera dal 4° al 20° giorno e il 66,66% dal 21° al 180° giorno, per un massimo di 180 giorni nell'anno solare; la retribuzione media si ottiene in genere dividendo la retribuzione del mese precedente, con i ratei delle mensilità aggiuntive, per 30. Il CCNL spesso prevede un'integrazione del datore fino a una certa percentuale.
Esempio pratico
Esempio illustrativo: retribuzione media giornaliera 70 euro, malattia di 10 giorni. Giorni 1-3: carenza, pagati secondo il CCNL. Giorni 4-10: 7 giorni x 70 x 50% = 245 euro di indennità INPS. Se il CCNL prevede l'integrazione al 100%, il datore aggiunge altri 245 euro per quei giorni.
Errori frequenti
Pensare che la malattia sia sempre pagata al 100%: dipende dal CCNL. Un altro errore è non inviare il certificato o non essere reperibile per le visite fiscali, con il rischio di perdere l'indennità.
Cosa controllare
Controlla i giorni indicati, la ripartizione tra INPS e azienda e le percentuali previste dal tuo CCNL. Per impiegati di alcuni settori la malattia è interamente a carico del datore. In caso di dubbi, chiedi all'ufficio paghe o a un patronato.
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Analizza la tua busta paga →Domande frequenti
Chi paga i primi tre giorni di malattia?
L'INPS non li paga (carenza). Il trattamento, anche al 100%, dipende dal CCNL e viene pagato dal datore.
Quanti giorni di malattia paga l'INPS?
Al massimo 180 giorni nell'anno solare. La conservazione del posto (comporto) è invece stabilita dal CCNL.
Fonti
Art. 2110 c.c.; L. 33/1980; INPS, scheda indennità di malattia
Informazioni a scopo divulgativo: non sostituiscono il consulente del lavoro, il CAF o l'ufficio paghe.